Lunedì Ernesto Toma e Antonio Rocco Cavallo hanno festeggiato l’elezione a sindaco di Maglie di Ruffano. Venerdì si ritroveranno insieme in un’aula di Tribunale, a Lecce, dove il gup Marcello Rizzo potrebbe decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per l’accusa di aver pilotato appalti in cambio di regali e favori.

Non c’è trucco e non c’è inganno, perché in assenza di condanne definitive non esiste alcuna preclusione alla candidatura. E i cittadini dei due centri del Salento hanno evidentemente valutato l’insussistenza del problema di opportunità. Cavallo tornerà a guidare il Comune che si è costituito parte civile nei suoi confronti, mentre Maglie non ha fatto la stessa scelta. A marzo 2025 scattarono dieci misure cautelari tra cui i domiciliari per Toma e il suo vice e il carcere per Cavallo. Toma è tornato libero (con obbligo di firma) a giugno, riprendendo il suo posto in Comune. Cavallo invece si dimise a pochi giorni dall’arresto.

Un altro Comune al centro di indagini è Modugno, dove lo scorso anno era finito in carcere l’assessore Antonio Lopez, accusato di voto di scambio politico-mafioso. Stessa accusa formulata a carico del sindaco Nicola Bonasia, che non si è ricandidato, e per il quale il gip Giuseppe Montemurro ha rigettato la richiesta di arresto per mancanza di esigenze cautelari.