Sono arrivato a Prato a luglio scorso per svolgere un compito di servizio a favore di questa Comunità cittadina, affidatomi dal Ministro dell’Interno e dal Governo. Con consapevolezza e dedizione, ho cercato di adempiere al mandato assegnato, secondo disciplina e onore, come ricorda la Costituzione (art. 54). Ora mi avvio a congedarmi da questa importante Città, laboriosa e ricca di cultura e di tradizioni. Con l’ausilio dei sub Commissari e dei miei più diretti collaboratori, ho inteso svolgere con efficacia ed efficienza il mio mandato, soprattutto ponendomi in ascolto delle cittadine e dei cittadini, dei Rappresentanti politici, dei Responsabili delle Istituzioni statali e regionali, degli Enti locali, delle Autorità religiose, delle Forze dell’Ordine e degli Organismi sociali, economici, produttivi, di categoria, sindacali e culturali di questo territorio. Saluto e ringrazio tutti, con convinzione.

Come amava ripetere Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento, occorre conoscere - e quindi ascoltare - per deliberare. Ho cercato, per quanto ho potuto, di prestare attenzione, di pormi, in maniera rispettosa, con attitudine di ascolto per essere in condizione di adottare le decisioni più rispondenti, in un quadro di legittimità, alle esigenze e alle aspettative delle persone, delle famiglie, delle imprese e degli organismi sociali e civili di questa Città. Grazie, grazie a tutti e a ciascuno: grazie per il contributo di collaborazione, per gli apporti, anche critici, e per le proposte che esprimevano, in certo qual modo, esigenze e necessità reali. Ho ascoltato e ho imparato ad apprezzare, ancora più profondamente, l’attitudine schietta dei toscani, accompagnata, sempre, da preziosa capacità di accoglienza e di relazione.