Non sarà l’ultimo ostacolo alla sua realizzazione, nei cui confronti ci sono ancora parecchie circostanze, ma potrebbe essere un altro elemento che alimenta un clima di incertezza che suggerisce come la Bretella Sassuolo-Campogalliano, di cui si parla da metà degli anni Ottanta, possa restare un miraggio. Ed è una segnalazione fatta pervenire all’Agcm, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dal Comitato ‘No Bretella’, che torna alla carica sul bando di gara per il rinnovo della concessione dell’A22 Brennero-Modena. "Che – scrivono gli ambientalisti - presenta profili di illegittimità perché fondato su una proposta di finanza di progetto, in contrasto con leggi che vietano di affidare con questo strumento le concessioni autostradali scadute". Da qui la segnalazione, da parte dei ‘No Bret’, all’Agcm, cui si chiede "l’impugnazione del bando davanti al Tar". Troppi nodi, ad avviso del Comitato, lasciano in sospeso il futuro dell’opera, i cui costi di realizzazione, peraltro, sarebbero aumentati da 420 a 680 milioni, e un clima di totale incertezza che circonda il futuro dell’infrastruttura. Osteggiata peraltro da un fronte cui è iscritto, da sempre, il comitato ‘No Bretella’. Ad avviso del quale la spada di Damocle del rinnovo della concessione dell’A22 "rappresenta un’occasione per ripensare mobilità e infrastrutture nell’area modenese-reggiana. È necessario quindi avviare un confronto per valutare le alternative alla Bretella che, come Comitato, abbiamo già proposto, ovvero potenziare il trasporto ferroviario e l’intermodalità per le lunghe distanze".