HomeMassa CarraraCronacaRiflettori su salute e socialità. Assistenza infermieristica. La sfida delle NeuroscienzeAulla, in sala consiliare professionisti sanitari, studenti universitari e cittadini. La Medicina si interroga sulle più recenti evoluzioni cliniche e sperimentali.Il convegno sulle neuroscienze promosso dagli Ordini delle professioni infermieristicheRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciE’ sempre più stretto il rapporto tra neuroscienze, innovazione tecnologica e assistenza infermieristica. Temi al centro dell’evento formativo ’Neuroscienze in evoluzione’, promosso dagli Ordini delle professioni infermieristiche di Massa Carrara e La Spezia con l’Associazione nazionale infermieri neuroscienze, che si è svolto venerdì scorso nella sala consiliare del Comune di Aulla. Ad aprire la giornata sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Aulla, Roberto Valettini, che ha ringraziato i professionisti sanitari sottolineando "l’importanza insostituibile del loro lavoro". Sul palco, anche Luca Fialdini, presidente Opi Massa Carrara, e Gian Luca Ottomanelli, presidente Opi La Spezia.

L’evento ha assunto un forte valore simbolico per il territorio lunigianese, area di confine tra Toscana, Liguria ed Emilia-Romagna, dimostrando come la collaborazione tra professionisti e istituzioni possa superare limiti geografici e amministrativi. Un messaggio in linea con le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nel centenario della Giornata Internazionale dell’Infermiere, ha ricordato come "nessuno si salva da solo". Tanti gli interventi nella giornata (dieci) dedicati alle più recenti evoluzioni delle neuroscienze cliniche e sperimentali. Ampio spazio al rapporto tra nuove tecnologie e assistenza ai pazienti neurologici, con approfondimenti sui sistemi di comunicazione assistita per persone affette da malattie neurodegenerative avanzate, come l’utilizzo dei puntatori oculari. Tra gli esempi citati anche quello del celebre fisico Stephen Hawking, che grazie alle tecnologie assistive riuscì a proseguire la propria attività scientifica nonostante la malattia del motoneurone.