Quando iniziano a correre i bus notturni, ai capolinea di piazzale Roma si vedono soprattutto persone di pelle scura. Arrivano a piedi o scendono dai vaporetti, provenienti dai sestieri di Venezia, anche dal Lido, dove hanno lavorato tutto il giorno in ristoranti, alberghi, negozi.

Tornano a casa, a Marghera e a Mestre, dove ormai sorgono interi isolati abitati prevalentemente da lavoratori e famiglie del Bangladesh. Nel pomeriggio, da piazzale Roma, la porta automobilistica di Venezia, parte il 4L diretto a piazza Ferretto, nel cuore di Mestre. A metà percorso ferma di fronte ai cantieri navali di Fincantieri. Sono tantissimi gli operai, quasi tutti bangladesi, alcuni ancora con casco e tuta, che a fine turno cercano di salire sul bus, facendosi largo senza tanti complimenti. Il mezzo riparte tra le imprecazioni degli altri passeggeri, ridotti a sardine.

Questa Venezia non è raccontata, ma – come insegna il voto di domenica e lunedì – conta molto più della città che fa notizia con la Biennale di Buttafuoco, la Fenice in rivolta, il ticket d’ingresso o le inopinate acque alte, a dispetto del Mose. È entrata di peso nella corsa elettorale che ha incoronato Simone Venturini, eletto al primo turno.