Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. In questa puntata pubblichiamo ampi stralci di carte giudiziarie che tengono insieme il biennio 92-93, la guerra della mafia allo stato e le bombe in Continente
Cancemi Salvatore (Entrato in cosa nostra nel 1976 – Reggente di Porta Nuova dal 1985 – Costituitosi il 22-7-93 – Collaborante dal 22-7-93). Questo collaboratore ha dichiarato di essere stato molto vicino a Salvatore Riina, prima questi che venisse arrestato. Capì, in questo modo, che Riina aveva due chiodi fissi in testa: i collaboratori di giustizia e il «carcere duro».
Quanto ai collaboratori di giustizia, diceva che stavano facendo a «cosa nostra» un danno molto serio, giacché senza di loro nessuno sarebbe mai riuscito a condannarli («diceva che se non era per i collaboratori di giustizia… tutto il mondo si poteva mettere contro di noi, di noi Cosa Nostra, non riusciranno mai a potere condannare a noi»).
Per questo voleva ucciderli tutti, compresi i familiari, a cominciare dai bambini sopra i sei anni.












