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Giulio De Santis
La notte del 9 settembre 2011 Mulè organizzò un allestimento erotico a Roma: la 23enne Paola Caputo morì e un'amica rimase ferita. Condannato a 3 anni e 6 mesi e a un maxi risarcimento. Martedì 26 maggio a Belve Crime
I capelli grigi, il fisico imbolsito, lo sguardo spento di chi, da quindici anni, vive tra i fantasmi degli errori commessi, irreparabili. È l’immagine del Soter Mulè di oggi, 59 anni, romano, fermo alla notte del 9 settembre del 2011 in un garage sulla Bufalotta - quartiere della Capitale - dove, in un gioco erotico da lui organizzato, rimase uccisa Paola Caputo, 23 anni, nata a Lecce. Martedì 26 maggio Mulè partecipa come ospite a Belve Crime, il programma di Francesca Fagnani in prima serata su Rai 2.
Da allora per lui ci sono stati il carcere, gli arresti domiciliari, una condanna definitiva a tre anni e sei mesi per omicidio colposo e il risarcimento di un milione di euro alla famiglia della ragazza. In questo lasso di tempo ha cercato in qualche modo di andare avanti. Si era laureato in ingegneria e aveva la passione per le foto. «Scatto, scatto, scatto», scriveva sui social prima del 9 settembre, quando a 42 anni sembrava un bambino alla scoperta del mondo.








