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Lunedì il Milan ha mandato via in una sola volta l’allenatore della squadra di calcio maschile, il direttore sportivo, il direttore tecnico e l’amministratore delegato. La decisione è arrivata alla fine di un’altra stagione molto deludente, ma è stata inedita nella storia del calcio italiano: a memoria non era mai successo che una squadra di altissimo livello licenziasse le proprie principali figure della parte dirigenziale e sportiva, senza le quali una squadra, banalmente, non può funzionare.

Non sono tutte figure imprescindibili – tranne l’allenatore – non fanno sempre le stesse cose, ma è difficile che una squadra del calibro del Milan non le abbia, anche se da fuori le differenze fra «direttore tecnico» e «direttore sportivo» non siano così chiare. E quindi vale la pena spiegare cosa fanno.

Di certo in una squadra di calcio non può mancare l’allenatore: cioè quella persona che – di base – si occupa della preparazione tattica, atletica e mentale dei calciatori. È un ruolo che in Italia è più ridimensionato di quanto immaginiamo: non hanno grandi poteri decisionali al di là degli allenamenti e delle partite. Per esempio non vengono coinvolti nelle scelte di mercato, oppure solo fino a un certo punto.