Ci sono imprese sportive che si misurano sul cronometro e altre che si forgiano nella capacità di resistere al caos. La spedizione americana di UniBo Motorsport e MoRe Modena Racing alla Formula SAE Michigan 2026 – svoltasi sul leggendario asfalto del Michigan International Speedway – appartiene di diritto alla seconda categoria. Per la prima volta riuniti sotto l'egida istituzionale di MUNER (Motor Valley University of Emilia-Romagna).Problemi alla doganaA causa di gravi inefficienze dello spedizioniere e intoppi burocratici totalmente indipendenti dai team, i due prototipi emiliani, pur essendo arrivati negli USA con largo anticipo, sono stati sdoganati e consegnati ai box solo a competizione già ampiamente iniziata. Una mazzata logistica che avrebbe steso chiunque: giorni interi di verifiche tecniche e ispezioni di sicurezza ("technical inspection") sono stati compressi in una manciata di ore frenetiche. In un clima di tensione altissima, gli studenti di Bologna e Modena hanno dovuto lavorare senza sosta, dimostrando una lucidità, una competenza e uno spirito di squadra rari, riuscendo a portare le macchine in pista quando tutto sembrava ormai compromesso.Grande trionfoE una volta scesi sul tracciato, il valore ingegneristico "made in Motor Valley" ha fatto saltare il banco. Il team MoRe Modena Racing dell'Università di Modena e Reggio Emilia ha centrato un clamoroso secondo posto assoluto nel prestigioso "Design Event" (la prova statica in cui i giudici valutano le scelte progettuali) e il terzo gradino del podio nella prova dinamica di accelerazione, chiudendo al dodicesimo posto nella classifica generale. Dal canto suo, la scuderia UniBo dell'Università di Bologna ha artigliato un solidissimo diciottesimo posto overall su oltre cento partecipanti, confermando che la Motor Valley non è solo una terra di motori e costruttori leggendari, ma una vera e propria fucina globale di talenti capaci di competere e vincere anche in condizioni di totale emergenza