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La netta vittoria di Simone Venturini al primo turno alle elezioni comunali di Venezia ha sorpreso rispetto alle previsioni dei sondaggi e in parte rispetto a quelle degli stessi partiti, sia di destra che di sinistra. A guardare i dati, in effetti, Venturini sembra aver vinto soprattutto in quanto candidato civico, sostenuto da una coalizione di centrodestra: è stato probabilmente decisivo il fatto che negli ultimi 15 anni abbia avuto incarichi nell’amministrazione comunale, e lui stesso ha costantemente rivendicato il suo radicamento a Venezia, insistendo su questa differenza con il candidato sindaco del centrosinistra, il senatore del Partito Democratico Andrea Martella.
Il fatto che abbia avuto successo innanzitutto lui, Venturini, lo si vede dai voti ottenuti dalla sua lista civica, che ha preso più del 30 per cento, staccando di 17 punti Fratelli d’Italia e addirittura di 25 la Lega. La sua era anche la lista che aveva previsto le spese più alte di tutte per la campagna elettorale (per capire quanto ha speso servirà il rendiconto finale). È un risultato simile in percentuale a quello che l’ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro aveva ottenuto alle elezioni del 2020, ma in termini reali Brugnaro prese diecimila voti in più rispetto a Venturini.











