Una lettrice scrive: «La consegna dei presìdi per l'incontinenza è ormai diventata una vera e propria caccia al tesoro. Questa è la mia più recente esperienza per mia madre: dopo la prenotazione in farmacia effettuata il 12 maggio, giorno che mi era stato indicato come primo valido per la suddetta prenotazione, a distanza di una settimana senza notizie in merito alla consegna, chiamo il numero del magazzino. Dopo una lunga attesa, un disco mi annuncia che verrò richiamata. Mai stata richiamata. Riprovo stamane, dopo quindi 2 settimane, stesso copione. Provo il numero verde dell'Asl indicato sul web per tale servizio che mi rimanda al numero del magazzino. Il trimestre precedente le cose non sono andate meglio, anzi venivo chiamata da una voce registrata che annunciava consegne mai avvenute nelle date indicate. Mi domando se sia davvero indispensabile continuare a chiamare e a lamentarsi come sono stata costretta a fare?»Luisella Accossato Un lettore scrive: «Sui giornali si leggono spesso affermazioni di amministratori secondo i quali la situazione delle prenotazioni di esami diagnostici e visite specialistiche è migliorata in modo strabiliante. Ormai da settimane, però, su tutto il territorio del Piemonte una ecografia dell'addome completo di anse intestinali non risulta disponibile. A questo punto mi domando se le affermazioni degli amministratori siano veritiere oppure si tratta della pubblicità di sogni irrealizzabili?»R. F. Un lettore scrive: «Domenica ho percorso la A32 da Torino sino a Oulx e, puntualmente, le carreggiate erano ristrette a causa di cantieri. Penso che da quando ho la patente (2001) avrò percorso questa autostrada senza cantieri al massimo un paio di volte. I cambi di carreggiata sono lunghi e pericolosi anche se potrebbero essere più corti (forse per pigrizia di spostare continuamente i conetti? ). Al ritorno ho fatto la statale impiegando lo stesso tempo dell'andata. Le altre autostrade non hanno una manutenzione così costante (sì, non "frequente": "costante"). È proprio necessaria? C'è un'autorità preposta a vigilare sui lavori che vengono eseguiti?»G. C. Un lettore scrive: «Volevo segnalare che in piazza Santa Rita c'è un impianto semaforico che è completamente coperto dalle foglie di un albero. Tutto questo perché non viene fatta la potatura. Segnalo, anche se in una città dove non si risolvono criticità ben più gravi cosa vuoi che sia».LR* * DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.
Specchio dei Tempi, le lettere di martedì 26 maggio
«Presidi per l’incontinenza? Una caccia al tesoro» – «Zero posti per l’ecografia all’addome» – «Cantieri infiniti sull’A32» – «Santa Rita, il semaforo nascosto»
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