La notizia poco rassicurante di queste ultime ore si lega la fatto che il Pakistan ha fermamente respinto la richiesta degli Stati Uniti di aderire all’ampliamento degli “Accordi di Abramo” che, nel 2020 l'amministrazione trumpiana dell’epoca, con l’intento di conseguire l’ambizioso obiettivo di raggiunge la pace fra israeliani e palestinesi, coinvolgendo Emirati Arabi Uniti e Bahrein, diede vita ad una serie di incontri a Washington per normalizzare i rapporti con Israele. La decisione di respingere la richiesta di adesione, quindi, giunta in risposta all’appello del presidente Usa, Donald Trump, che ha esortato diversi Paesi a maggioranza musulmana, incluso il Pakistan, a firmare gli in massa gli accordi di Abramo, proprio adesso, mentre sono ancora in corso i difficili negoziati per raggiungere un punto di equilibrio condiviso, capace di porre fine alla guerra con l'Iran, iniziata il 28 febbraio scorso, arriva come una doccia fredda che blocca i facili ottimismi dei giorni scorsi.

C’è da dire, inoltre, che agenzie di stampa pakistane hanno confermato il rifiuto di Islamabad, affermando che le due questioni restano scollegate e non possono essere collegate: «Il Pakistan non è obbligato a soddisfare tali richieste», tagliando così in maniera netta la proposta avanzata dagli Usa; appare opportuno precisare che Donald Trump, oltre che col Pakistan, ha avuto colloqui telefonici (sempre sabato scorso) coi leader di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Egitto e Giordania.