Nonostante sia risultato negativo il test sull’Ebola sui due cooperanti tornati dall’Uganda e ricoverati a Milano, l’infettivologo Matteo Bassetti ha lanciato un nuovo allarme per mantenere alta l’attenzione sul fenomeno: “Siamo di fronte a quella che è probabilmente l’epidemia di ebola peggiore di sempre”.
Test Ebola negativo per i due cooperanti tornati dall'Uganda
L'allarme di Matteo Bassetti sull'Ebola
La spiegazione sulle modalità di contagio del virus dell'Ebola
Test Ebola negativo per i due cooperanti tornati dall’UgandaLa trasmissione Mattino Cinque ha fatto il punto della situazione dopo i test sull’Ebola condotti sui due cooperanti tornati dall’Uganda e attualmente ricoverati all’ospedale Sacco di Milano.Si tratta di una donna di 33 anni e di un uomo di 31 anni: la prima ha accusato sintomi più seri, inclusi problemi neurologici.ANSAL'ingresso dell'ospedale Sacco a Milano dove sono ricoverati i due cooperanti tornati dall'Uganda.I sintomi dell’uomo sono meno gravi, ma comunque preoccupanti.L’ipotesi Ebola è stata esclusa dai test nella serata di lunedì 25 maggio: i due pazienti hanno contratto la shigella.L’allarme di Matteo Bassetti sull’EbolaDopo il risultato negativo del test sull’ebola eseguito ai due cooperanti tornati recentemente in Italia dall’Uganda, Matteo Bassetti ha dichiarato a Mattino Cinque: “Ci sono tre buone notizie: la prima è che la macchina, in qualche modo, ha funzionato. Abbiamo fatto le prove generali di quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni. La seconda è che sono risultati negativi. La terza è che anche l’Italia finalmente si interessa a questo fenomeno”.L’esperto ha aggiunto: “Tutto il mondo è col fiato sospeso per quanto sta succedendo in Africa. Siamo di fronte a quella che è probabilmente l’epidemia di ebola peggiore di sempre“.Bassetti ha spiegato: “Il virus Bundibugyo è molto diverso dal classico Zaire visto in passato e la curva di crescita dei casi in Congo e Uganda è stata molto rapida“.I numeri riportati da Matteo Bassetti: “Abbiamo circa un migliaio di casi ma qualcuno pensa che ce ne siano molti di più, con circa 200 morti”.L’infettivologo ha spiegato perché è importante mantenere la guardia “alta”: “Con l’Ebola non si scherza, tutte le misure devono essere rodate. La macchina deve essere pronta a intercettare i casi”.










