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Perugia, 25 mag. (askanews) – Si può partire da San Giustino e arrivare a Città di Castello pedalando quasi senza accorgersene. L’Alta Valle del Tevere, da queste parti, ha campi aperti, argini, alberi, qualche turista in bicicletta. Il fiume ogni tanto si mostra, poi sparisce dietro la vegetazione.

È un’Umbria di strada bianca. La ciclovia corre in piano, facile anche per chi non ha gambe da Giro d’Italia. Da una parte il Tevere, dall’altra borghi, campi coltivati, sentieri che invitano a deviare.

Su percorsi come questo l’Umbria sta puntando per costruire un turismo più lento e diffuso. La Regione ha già stanziato oltre sette milioni di euro per completare e realizzare nuovi tracciati. L’obiettivo è portare i visitatori dentro le aree interne, nei paesaggi e nei piccoli centri. La bicicletta come mezzo semplice, l’e-bike come possibilità in più per chi vuole godersi il viaggio senza il fiatone ad ogni salita. La lentezza come “fruizione gentile dei territori”.

Ma lungo il percorso c’è una storia che sembra inventata da Ennio Flaiano e invece è accaduta davvero: la Repubblica di Cospaia. Un microstato nato nel 1441, rimasto indipendente fino al 1826.