“Siamo abituati alle minacce di Putin. Un’evacuazione è assolutamente fuori discussione”. Il ministero degli esteri francese ha risposto così all’ordine russo del 25 maggio rivolto a tutti gli stranieri (compresi i diplomatici) di lasciare la capitale ucraina in previsione di un intensificarsi dei bombardamenti.

Il giorno prima la Russia aveva già condotto uno dei più violenti attacchi di droni e missili contro Kiev e la sua regione, usando per la terza volta dall’inizio della guerra i missili ipersonici Oreshnik. L’uso di questi missili a gittata intermedia è significativo, perché teoricamente possono trasportare anche testate nucleari. Evidentemente non l’hanno fatto nei tre lanci registrati, ma il messaggio è volutamente minaccioso.

La Russia ha annunciato anche attacchi pesanti contro l’industria degli armamenti ucraina a Kiev, in particolare contro i produttori di droni. Dopo i recenti raid ucraini contro i bersagli industriali russi a Mosca e l’accusa rivolta all’esercito ucraino di aver colpito un dormitorio nei territori occupati, la Russia vuole dimostrare di poter rispondere in modo ancora più brutale a ogni colpo sferrato da Kiev.

L’ordine di evacuazione degli stranieri è destinato non tanto alle ambasciate estere, che non hanno l’abitudine di piegarsi alle ingiunzioni di Mosca, ma all’opinione pubblica russa. Vladimir Putin ripete regolarmente che la Russia ha contro la Nato e non solo l’Ucraina, perché è meno umiliante di ammettere che le forze di Mosca non riescono ad avere la meglio su una delle ex repubbliche sovietiche.