Il ministero degli Esteri russo ha raccomandato ai cittadini stranieri a Kiev, incluso il personale delle ambasciate, di «lasciare la città il più presto possibile, e i residenti della capitale ucraina di non avvicinarsi agli obiettivi dell'infrastruttura militare e amministrativa», annunciando che le forze armate di Mosca effettueranno nuovi raid per rappresaglia a un attacco ucraino la settimana scorsa su un dormitorio studentesco nella regione di Lugansk, controllata dai russi. I raid continueranno, aggiunge il ministero, anche «contro i centri decisionali e i posti di comando» ucraini.
Secondo un bilancio fornito da Mosca sono stati 21 i morti e oltre 40 i feriti in un attacco di droni ucraini nella notte tra giovedì e venerdì scorsi sul dormitorio a Starobilsk, in cui erano ospitato ragazzi tra i 14 e i 18 anni. L'attacco, afferma il ministero degli Esteri russo in una nota postata su Telegram, «è stato un'altra prova evidente della natura nazista e terroristica del regime di Kiev».
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«La giunta di Zelensky e i suoi sponsor occidentali, che forniscono alle forze armate ucraine gli strumenti per commettere crimini contro il nostro popolo, hanno dimostrato al mondo intero il loro grave disprezzo per le norme del diritto internazionale umanitario», si aggiunge nella dichiarazione. «Tutto questo ha fatto traboccare il vaso della pazienza», afferma ancora la diplomazia russa, avvertendo che le forze di Mosca continueranno a sferrare «attacchi sistematici contro le imprese del complesso militare-industriale ucraino a Kiev, inclusi i luoghi specifici di progettazione, produzione, programmazione e preparazione all'uso dei droni utilizzati dal regime di Kiev con l'assistenza di esperti Nato, responsabili della fornitura di componenti, della fornitura di dati di intelligence e della guida dei missili».











