Più di 1.700 nuove proteine erano nascoste nel cosiddetto 'proteoma oscuro', cioè l'insieme dei prodotti di regioni del Dna umano finora trascurate. Per la stragrande maggioranza si tratta di micro-proteine che possiedono proprietà e funzioni insolite, e che potrebbero dunque avere un ruolo importante in molte malattie umane. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, si deve a un vasto gruppo di ricercatori guidato da Institute for Systems Biology (Isb) di Seattle, Princess Máxima Center per l'Oncologia Pediatrica di Utrecht, nei Paesi Bassi, e Scuola di Medicina dell'Università del Michigan. Alla ricerca, che è stata resa liberamente accessibile, hanno partecipato anche ricercatori italiani dello Human Technopole di Milano.
"Ciò che mi entusiasma di più non è semplicemente l'esistenza di queste molecole, ma ciò che la loro esistenza implica", dice Robert Moritz dell'Isb, che ha coordinato lo studio insieme a John Prensner dell'Università del Michigan e Sebastiaan van Heesch del Princess Máxima Center. "Stiamo appena iniziando a capire cosa questo 'proteoma oscuro' ha da offrire", aggiunge Prensner. "È come il trailer di un film: vediamo i contorni di una visione rivoluzionaria della biologia umana. Siamo incredibilmente entusiasti del fatto che i prossimi anni apriranno nuove porte per contribuire a risolvere e curare malattie umane come il cancro".








