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Salvatore Riggio

Non ama le telecamere ed è uno che parla poco, ma che in campo si fa capire benissimo

Il profilo «alla Fabregas» come allenatore del Milan spiegato da Gerry Cardinale ha aperto ufficialmente le danze alla ricerca del nuovo allenatore, che dovrà prendere il posto di Massimiliano Allegri. Di Xavi si conosce tutto – pensiero e modo di giocare –, di Andoni Iraola sono ancora diversi i segreti da scoprire. Nato il 22 giugno 1982, è un’icona del calcio basco che per gran parte della sua carriera ha indossato la maglia dell’Athletic Bilbao. Non ama le telecamere ed è uno che parla poco, ma si fa capire benissimo. È l’allenatore del Bournemouth, insieme al Sunderland una delle sorprese più belle della Premier League. Nonostante l’estate scorsa abbia perso pezzi da novanta come Huijsen (finito al Real Madrid), Kerkez (andato al Liverpool), Zabarnyi (che ha preso l’aereo per Parigi per indossare la maglia del Psg). Senza dimenticare a gennaio Semenyo, comprato dal Manchester City per 70 milioni di euro.

La sua filosofia si basa su un mantra: «Sono un assistente dei giocatori». Lo ha sempre pensato fin da quando da bambino si è avvicinato al calcio giocando in spiaggia con i suoi coetanei. Lui che è nato a Usurbil, paese di cantieri navali, ha studiato alla scuola inglese e successivamente alla facoltà di giurisprudenza, ma all’età di 18 anni è titolare nella sua squadra del cuore, l’Athletic Bilbao, nel quale diventa una bandiera. A 32 anni saluta tutti – dopo 12 stagioni e 510 partite – e sceglie di chiudere la carriera in Mls, al New York City. Il suo ultimo compagno di squadra famoso è Pirlo.