'Al Milan non si può dire di no': a lungo questo è stato il credo e la convinzione del Milan e dell'ambiente rossonero. Ma questo assioma sembra ora quasi da dimostrare. La situazione poco chiara del club, la mancanza di una dirigenza in carica, l'incertezza sul futuro e sulla squadra, cambiano le carte in tavola. Così ottenere il sì di Andoni Iraola potrebbe non essere affatto semplice.

Ibrahimoivic

Dopotutto il tecnico basco si è messo in mostra dopo un'ottima stagione, ha sempre migliorato la posizione in classifica delle squadre allenate, ha saputo gestire cessioni nevralgiche dei big in rosa. Lasciare la Premier, centro del calcio di alto livello, per approdare nella polveriera rossonera per ricostruire un club dalle ceneri, può non essere una prospettiva allettante. Le pressioni saranno alle stelle e in Italia - e soprattutto a Milano - la pazienza è poca. "In Europa le pressioni sono altissime. In Italia, dove ho trascorso moltissimo tempo, il calcio non è solo essere tifosi, è una vera e propria religione. Quando le cose vanno bene cantano tutti, ma quando vanno male devi essere forte, sia mentalmente che come persona", ha raccontato Zlatan Ibrahimovic in un'intervista a Fox Sport realizzata prima del ko contro il Cagliari. E Iraola, in cima alla lista delle preferenze del Milan, sta facendo le valutazioni del caso. Dopotutto l'allenatore basco sul tavolo ha più di un'alternativa. Il Crystal Palace lo corteggia da tempo e c'è stato un interessamento anche di Bayer Leverkusen e Liverpool. Situazioni forse più chiare, meno complicate. Il fascino rossonero però resta. Quindi nulla è ancora certo. Intanto si lavora anche sul fronte dirigenti. Cardinale e Ibrahimovic avrebbero individuato in Ralf Rangnick l'uomo per il controllo dell'area sportiva.