«Quelle immersioni erano legate ad attività accademiche». Ne è sicuro l'avvocato Alessandro Albert, uno dei legali di famiglia di Monica Montefalcone, professoressa associata dell'ateneo Distav-UniGe e una delle cinque vittime della strage alle Maldive. Ed è proprio questo uno degli aspetti che la procura di Roma punta a chiarire. Oltre alle cause della morte, con le autopsie sui primi due corpi effettuate ieri all'ospedale Gallarate, le indagini si concentrano infatti anche sulle procedure e sulle autorizzazioni di quelle immersioni.
Gli accertamenti Da capire quali regole di ingaggio avesse dato l'ateneo ai propri ricercatori, se erano provvisti di assicurazioni. E ancora: dove finiva l'attività di ricerca e iniziava quella privata. Ma l'avvocato che assiste la famiglia Montefalcone, insieme al collega Giuseppe Pugliese, non ha dubbi: «Queste missioni hanno ricorrenza annuale se non semestrale e l'università è assolutamente consapevole di quello che viene fatto». Dello stesso avviso l'avvocato Pugliese: «La professoressa non era lì come una comune turista».Per chiarire questi aspetti, la squadra mobile di Genova, su delega della procura di Roma, prosegue l'analisi delle mail che Montefalcone si era scambiata con l'ateneo. In quelle missive, ipotizzano gli inquirenti, potrebbero esserci i dettagli di quanto avrebbe fatto la prof ogni giorno e le eventuali autorizzazioni alle varie attività scientifiche. Oltre alle mail sarebbe stato acquisito anche il "documento di missione" contenente gli indirizzi di ricerca. Se dovessero emergere i via libera, la morte della dottoressa e dell'assegnista Muriel Oddenino potrebbe essere inquadrata come infortunio sul lavoro. Ieri le autopsie sui corpi del capobarca Gianluca Benedetti e di Federico Gualtieri, oggi verranno eseguite quelle su Montefalcone, sulla figlia Giorgia Sommacal e su Oddenino. «Sono stati eseguiti numerosi prelievi per gli esami istologici e tossicologici», spiegano gli avvocati della famiglia Gualtieri, Antonello Riccio e Gianluigi Dell'Acqua. «Per la relazione definitiva i periti hanno chiesto novanta giorni di tempo. Le ipotesi più accreditate restano quelle di una asfissia o di una intossicazione legata alla miscela respiratoria delle bombole». Sui primi due corpi, aggiungono i legali, «non sarebbero stati trovati segni particolari».Il ricordo Intanto resta un giallo la rimozione della pagina del profilo Montefalcone dal sito accademico poco dopo la tragedia, così come accaduto anche per quella della ricercatrice Oddenino. La decisione sarebbe - secondo una nota dell'università - «di tipo meramente amministrativo»: il sistema informatico, dopo l'inserimento del decesso, renderebbe automaticamente non visibile il profilo personale. Ma Carlo Sommacal, che nella tragedia ha perso la moglie Montefalcone e la figlia Giorgia, è «sgomento» per quello che ritiene un gesto incomprensibile.E lo sono anche gli studenti dell'ateneo che chiedono una pagina web che ricordi la professoressa e il suo impegno per l'ateneo: «Si ricordi tutto quello che è stata e tutto quello che ha fatto». Intanto gli studenti si stanno organizzando per effettuare la spedizione sul Cristo degli Abissi, l'iconica statua collocata a -17 metri di profondità nella Baia del Silenzio a Camogli per una preghiera collettiva.










