Regala subito una pelle più luminosa e un aspetto naturalmente vacanziero, soprattutto all’inizio della stagione estiva, ma l’autoabbronzante viso può riservare qualche insidia se non viene applicato correttamente. L’errore più comune? Creare antiestetici stacchi di colore tra viso, collo e orecchie, oppure applicare troppo prodotto o distribuirlo in modo poco uniforme. Guida all’uso, a proiva di errori.
Autoabbronzante viso, effetto vacanza in gocce
L’autoabbronzante è uno di quei prodotti beauty che dividono: da un lato regala subito un incarnato più sano e luminoso, perfetto all’inizio della bella stagione o quando manca il tempo per esporsi al sole; dall’altro, se applicato male, può lasciare macchie, striature e antiestetici stacchi di colore.
«Gli autoabbronzanti sono cosmetici che colorano la pelle senza esposizione ai raggi UV. Il loro funzionamento si basa sulla dihydroxyacetone, una molecola che reagisce con le proteine dello strato più superficiale della pelle, quello corneo» spiega la dottoressa Chiara Bocchi, specialista in tricologia e dermatologia presso Æsthe Medica.
«La colorazione compare nell’arco di 4-8 ore, si stabilizza nelle 24 ore successive e dura mediamente dai 3 ai 5 giorni. È importante ricordare che gli autoabbronzanti non stimolano la produzione di melanina e non attivano i meccanismi naturali dell’abbronzatura: l’effetto resta superficiale e svanisce gradualmente con il naturale turnover cellulare». In altre parole, più che una vera abbronzatura, è una sorta di make-up evoluto per la pelle».










