Insiste imperterrito sul salario minimo, sorta di claim utile per tutte le stagioni. Ma in realtà il segretario Maurizio Landini quando si occupa di contratti finisce per fare più danni che altro. Lo rende piuttosto evidente la vicenda che ha visto la Cgil sconfitta in tribunale. Ma prima facciamo un utile ripasso. Per quel che riguarda il rinnovo di svariati contratti del pubblico impiego la Cgil ha optato per l’ostruzionismo a oltranza, rinunciando spesso a sottoscrivere il contratto controfirmato da tutte le altre sigle. Non pago, in più occasioni il sindacato guidato da Landini ha adito la via legale per potersi “sedere al tavolo” della contrattazione di secondo livello (ad esempio quella integrativa a livello regionale). Il tutto attraverso una serie di ricorsi seriali, in contrasto con i principi generali della concertazione che vengono regolati dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran). In sostanza, non potendo intervenire sulla configurazione delle diverse contrattazioni, la Cgil con la serie di ricorsi presso i tribunali del lavoro ha provato a ribaltare il principio in atto da più di vent’anni. Ebbene, sul punto si è pronunciato il tribunale del Lavoro di Roma, che ha integralmente respinto un ricorso della Cgil per presunta “condotta antisindacale” e mancanza di informazione da parte della Regione Lazio, a proposito della contrattazione integrativa sul CCNL sanità 2022-2024. La sigla guidata da Landini oltre all’accesso al tavolo integrativo chiedeva anche 100 mila euro di risarcimento. Ma nel dispositivo è lo stesso giudice del lavoro a ravvisare che nell’attività della Regione Lazio non vi è stato “alcun atto diretto a impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale”, in piena conformità con il decreto legislativo 165/2001. In soldoni il giudice dice che la Cgil vorrebbe poter operare in contrasto con i principi della contrattazione. Una bocciatura molto significativa visto che questi ricorsi la Cgil li ha intentati, come detto, un po’ in tutto il paese (contrastando l’esclusione dalle contrattazioni integrative in diverse regioni).La sconfitta di Landini pone una serie di interrogativi sulla possibile convivenza della Cgil con le altre sigle che, nella generalità dei casi, stanno procedendo alla firma dei rinnovi contrattuali voluti dal governo e dal ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo (che peraltro al Festival dell’Economia di Trento ha detto di voler procedere al completamento di tutti i rinnovi del triennio 2025-2027 entro l’estate). La Cisl Lazio, per esempio, ha colto il pronunciamento del tribunale del lavoro di Roma per pizzicare il sindacato di Landini. “Difenderemo la corretta applicazione e la legittimità della legge che regola l’organizzazione della Pubblica amministrazione da 25 anni e i contratti collettivi nazionali che disciplinano le relazioni sindacali riservandole ai soli firmatari dei contratti”, hanno scritto in un post. Aggiungendo pure, in una postilla, che “noi ci siamo nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico”. A quanto pare però la sfida lanciata dalla Cgil avrebbe indispettito anche la Uil di Pierpaolo Bombardieri. La quale, insieme con le altre sigle, starebbe pensato di rivalersi in qualche modo sull’organizzazione di Corso Italia. Di certo c’è che l’ennesima barricata landiniana ha rinfocolato gli animi già non particolarmente placidi nella Triplice. E’ vero che la Cgil aveva fatto vedere qualche spiraglio più dialogante firmando il rinnovo contrattuale nella scuola. Ma poi, quando il governo ha licenziato il decreto Primo maggio, la distanza tra Cgil (contraria) da una parte e Cisl e Uil (favorevoli) dall’altra è riemersa con ancor più trasparenza. Anche perché nel frattempo Bombardieri, che ha promosso l’idea del salario giusto e si è detto soddisfatto del lavoro contro i contratti pirata, ha molto criticato l’opposizione (ma indirettamente anche la Cgil) per aver fatto propaganda sul salario minimo. Ora questo nuovo tassello, col certificato di un tribunale, potrebbe rendere il rapporto ancor più burrascoso.
Landini vuole il salario minimo, ma sulla contrattazione perde in tribunale
La Cgil ha intentato una serie di cause per sedersi ai tavoli delle contrattazioni integrative, pur non avendo firmato i rinnovi. Ma il tribunale del lavoro di Roma ha respinto la richiesta: va contro i principi della contrattazione collettiva. E ora le altre sigle valutano di rivalersi







