HomeMilanoCronacaEbola, paura in Lombardia. Dall’Uganda con la febbre. Ma i test sono negativiDue cooperanti italiani ricoverati a Milano, scatta il protocollo per la malattia. L’assessore Bertolaso: "No agli allarmismi, normale attività di prevenzione".La disperazione in Repubblica Democratica del Congo per l’epidemia di EbolaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciNon era malaria, ma neanche Ebola, la malattia che ieri ha tenuto sulla corda per ore migliaia di abitanti del Comasco e autorità sanitarie tra Milano e Roma. Tutti ad aspettare la risposta delle analisi molecolari, chesolo a sera hanno restituito il “colpevole“ dei sintomi manifestati da due missionari laici, una donna di 33 anni e un uomo di 31: positivi alla Shigella, un batterio che attacca l’intestino, ma soprattutto negativi all’Ebola.

Perché i sintomi, quelli della donna in particolare che aveva febbre alta, vomito, diarrea e un interessamento neurologico, erano compatibili con quelli provocati dalla febbre emorragica che periodicamente causa stragi in Africa. Ed entrambi erano appena rientrati dall’Uganda, stato al quale si è estesa l’ultima epidemia scoperta un mese fa nella Repubblica democratica del Congo, nei loro paesini di quattromila e diecimila anime nel Comasco: Bulgarograsso e Lurate Caccivio, dove ieri a metà giornata sono arrivati i sanitari dell’Areu, Agenzia regionale emergenza-urgenza e dell’ospedale Sacco di Milano con due ambulanze a biocontenimento e i pompieri del nucleo Nbcr per prelevare i due malati e portarli nel nosocomio milanese, centro di riferimento per le malattie infettive dotato di pronto soccorso infettivologico con stanze ad alto isolamento, livello Bls 4.