Quasi 18 milioni di euro per coprire il disavanzo di bilancio dell’Ausl Romagna. È la quota più alta tra quelle previste dalla Regione nel provvedimento da 118 milioni di euro complessivi approvato dalla commissione ‘Salute e politiche sociali’ dell’assemblea legislativa per sostenere i rendiconti 2025 delle aziende sanitarie. Un dato che misura il peso della sanità romagnola nei conti regionali, mentre continuano a emergere le difficoltà dell’Ausl tra carenza di personale e costi in crescita.
"Questo lavoro – ha spiegato il presidente della commissione Gian Carlo Muzzarelli – dimostra come ci sia il massimo impegno per garantire la tenuta del nostro sistema sanitario universalistico: l’obiettivo è quello di rispondere ai bisogni di salute degli emiliano-romagnoli". L’assessore alla Sanità Massimo Fabi ha ribadito la bontà delle decisioni di via Aldo Moro in materia di politica sanitaria.
"Anche quest’anno – spiega il forlivese Luca Pestelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia – la Regione evita di entrare nel merito degli errori gestionali delle Ausl: a pagare sono quindi ancora una volta i cittadini, attraverso ticket farmaceutici, aumenti di bollo auto, Irpef e Irap". Secondo il consigliere il servizio sanitario si allontana sempre di più dai cittadini: secondo lui, il ‘Piano estate’ introdotto dall’Ausl Romagna ne è la riprova. "È stato criticato dai sindacati e ha destato forti preoccupazioni tra gli operatori sanitari, che con senso di responsabilità chiedono alla dirigenza di garantire la continuità assistenziale in favore dei cittadini. È paradossale, quindi, che si commenti la riduzione del deficit con toni quasi trionfalistici, considerato che l’Ausl Romagna ha chiuso il bilancio consuntivo con un disavanzo di circa 18 milioni di euro, il più pesante della Regione in termini assoluti. La sanità in Romagna si regge ormai esclusivamente sulla professionalità degli operatori sanitari, non adeguatamente supportata da una necessaria e corretta visione politica".







