HomeUmbriaCronacaCeri Mezzani, chiusura dolce-amara: "Impariamo a rialzarci tutti insieme"Gubbio, don Mirko Orsini nell’omelia conclusiva ha fatto appello all’unità: "Ricordiamoci dove siamo"Il cero di Sant’Ubaldo, dopo la salita al Monte Ingino,. viene “arpionato“ dai ceraioli di San Giorgo e non riesce a chiudere il portoneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciChe peccato. La conclusione della Festa dei Ceri Mezzani ha purtroppo macchiato una giornata vissuta con le emozioni al massimo, con i giovani ceraioli che, con il loro entusiasmo e la loro foga, hanno dato vita a una Festa in cui si è visto di tutto: velocità, incertezze, cadute ma soprattutto ripartenze. Tutte dinamiche che fanno parte dei Ceri.

Ciò che non dovrebbe farne parte è cosa si è visto all’arrivo in Basilica. Dopo la corsa lungo gli stradoni del Monte Ingino, sulla scalinata i ceraioli di San Giorgio sono infatti riusciti, grazie al poco distacco, ad "arpionare" il cero di Sant’Ubaldo, che così non è riuscito a chiudere il portone nonostante gli sforzi dei santubaldari, inutili e vani dal principio. Fin qui tutto "normale": una situazione che si presenta poche volte nel corso degli anni – l’ultima risaliva al 2014 – ma che rientra nel ventaglio di possibilità che possono verificarsi nella Festa, per sua natura imprevedibile.