La storia di Guido Fanti, il sindaco bolognese pioniere del rinnovamento e del "modello emiliano", è finalmente narrata in un documentario. S’intitola Guido Fanti, il Visionario e viene presentato dai registi Paolo Soglia e Lorenzo Stanzani domani alle 18 al Modernissimo, alla presenza di Gian Luca Farinelli, del presidente della Regione Michele de Pascale ("È stato un innovatore che ha interpretato l’autonomia regionale come strumento di coesione, sviluppo e democrazia"), del sindaco Matteo Lepore ("E’ stato capace di tenere insieme visione e concretezza senza perdere il rapporto con la vita quotidiana"), Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea Legislativa e Lanfranco Fanti, figlio del visionario Guido.

Stanzani, lei nel 2008 ha raccolto un’intervista di oltre un’ora con Guido Fanti su cui avete costruito il film. Si è fatto un’idea dell’origine di questa visionarietà?

"Credo che in Fanti ci fosse tanto buonsenso, da un lato tanta umiltà e dall’altra tanta grandeur. Nel senso che sentiva che era quello che doveva fare grazie a studi e analisi e allo stesso tempo aveva la convinzione di essere dalla parte del giusto, che quelle cose fossero importanti da fare. E non a caso, poi, sviluppa un’amicizia con Giuseppe Dossetti".