HomeImolaCronaca"Preoccupante l’affluenza in calo""Mi sa che stavolta non lo faccio il sindaco". Michele Ferrari, candidato della lista ‘Imola in Transizione’, sostenuta da Rifondazione..."Mi sa che stavolta non lo faccio il sindaco". Michele Ferrari, candidato della lista ‘Imola in Transizione’, sostenuta da Rifondazione...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Mi sa che stavolta non lo faccio il sindaco". Michele Ferrari, candidato della lista ‘Imola in Transizione’, sostenuta da Rifondazione Comunista, commenta così a caldo la sua mancata entrata in Consiglio comunale. Con un velo di ironia, ma con in realtà tanta delusione. Non solo perché ha sfiorato il due per cento di preferenze (1,99%, Rifondazione il 2,01%), ma non è riuscito a raggiungere la soglia di sbarramento. Ma soprattutto per "una sconfitta generale a livello di affluenza e partecipazione". Seduto nel giardino del centro giovanile Ca’ Vaina, ha seguito lo spoglio sezione per sezione in compagnia dei candidati Emanuele Tigrini – segretario del circolo di Rifondazione Comunista Imola – e Liliana Salvo. Numeri che pian piano sono diventati deludenti, nonostante i primi seggi lo vedevano sorridere: "Non sono per niente contento. In numeri assoluti le persone che abbiamo incontrato ci hanno votato, dandoci riscontri positivi. Ma in tanti hanno scelto per consuetudine, preferendo il simbolo. Siamo un partito debole, da 13 anni non ci facevamo vedere. Abbiamo però lottato e questi sono i risultati", spiega Ferrari, tecnico ambientale, 62 anni, molto attento in campagna elettorale ai temi ambientali, alla denatalità, al contrasto all’evasione e allo sviluppo sostenibile. "C’era una consapevolezza di un discorso politico diverso da parte nostra. In tanti ci hanno parlato di buone idee, di vera politica e di sinistra radicale pronta a fare parte del dibattito in città", dice deluso Ferrari che richiama anche il calo di partecipazione di oltre il 12% da parte degli elettori. "Un malessere che porta la gente a non votare, scegliendo di non risolvere i propri problemi. C’erano cinque possibilità di sindaci, tutti diversi, ma in tanti hanno preferito non votare. E le difficoltà e i problemi non saranno ascoltati. Lo dico con tristezza, a livello nazionale, e non con rivalsa. È una sconfitta generale", conclude Ferrari.