La partecipazione dei segretari di Stato Federico Pedini Amati e Rossano Fabbri a un evento pre-elettorale a Morciano accende uno scontro durissimo sul Titano. Il caso è piombato in Commissione Affari Istituzionali con l’affondo di Giovanni Maria Zonzini (Rete). "Non si può pretendere di avere un sistema politico separato se poi i più alti rappresentanti delle nostre istituzioni vanno a fare campagna elettorale per le liste di un comune italiano", ha dichiarato il consigliere, definendo la vicenda "estremamente sgradevole" e parlando di una palese violazione del principio di non ingerenza.

Zonzini ha così depositato un’interpellanza per fare chiarezza su chi abbia autorizzato l’iniziativa e perché sia stata incontrata una sola lista. L’opposizione parla apertamente di una scelta "goffa, maldestra e priva di interesse diretto per il Paese", sollevando un dubbio cruciale sull’effetto boomerang per la Repubblica: "E se vincessero gli altri?". Secondo le note critiche sollevate, l’esecutivo avrebbe "smarrito il senso del limite, confondendo il ruolo istituzionale con l’opportunità politica". Le osservazioni di Rete sono state condivise da Maria Katia Savoretti (Rf), secondo cui "chi ricopre certi ruoli dovrebbe mantenere determinati atteggiamenti", e da Giuseppe Morganti (Libera), che ha richiamato al rispetto del codice deontologico degli agenti pubblici. In replica per il governo, il Segretario Andrea Belluzzi ha precisato che l’esecutivo risponderà formalmente nei termini previsti all’interpellanza sul caso Morciano.