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22 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 16:41

Quanto ha pesato il furibondo scontro tra il viceministro degli Esteri Fdi Edmondo Cirielli e l’europarlamentare forzista, plenipotenziario in Campania, Fulvio Martusciello sulla candidatura a sindaco del cognato di Cirielli, Nicola Campitiello (“ha cambiato più partiti che mutande”, scrisse l’azzurro sui social), dietro la decisione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di sciogliere il consiglio comunale di Pagani per camorra e annullare in extremis le elezioni di maggio?

Domanda da un milione di dollari. Per provare a dare una risposta, per spiegare la fondatezza del sospetto che la decisione di commissariare Pagani sia stata dettata anche dalla necessità di troncare sul nascere una crisi nel centrodestra salernitano e nazionale, bisogna fare un passo indietro. Riavvolgere il nastro fino all’anno scorso, spiegare intrecci politici e parentali. Sottolineando che Pagani è un comune tormentato, dove sono frequenti, e controverse, le inchieste sulle infiltrazioni dei clan nella politica locale. Una stava costando la carriera all’europarlamentare FdI Alberico Gambino, braccio destro di Cirielli nell’agro, arrestato una quindicina di anni fa da sindaco in carica e poi prosciolto da tutte le accuse.