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16 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:01
“Il mio incontro con l’ambasciatore russo? La Farnesina ne era al corrente“. Il caso del meeting tra il viceministro degli Esteri di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, rivelato da un articolo del Corriere, rischia di creare il caos all’interno dell’esecutivo che, ad eccezione della Lega, si è sempre dichiarato strenuamente al fianco dell’Ucraina. L’articolo ha ricostruito che Cirielli e Aleksej Vladimirovič Paramonov si sono incontrati lontano dalla Farnesina, con “tutti nel governo, a partire dalla premier e dal ministro degli Esteri, che erano all’oscuro“. “Falso che la presidente Giorgia Meloni sia arrabbiata con me – ha replicato l’esponente di FdI – Falso che la Farnesina non sapesse”. Dichiarazioni che, adesso, coinvolgono direttamente anche Antonio Tajani.
Secondo le fonti sentite dal Corriere, l’incontro ha provocato l’ira di Meloni che da quel momento ha evitato di avere a che fare con Cirielli: “Giorgia non mi risponde” al telefono, si sarebbe addirittura lamentato il viceministro. Una ricostruzione che il vice di Tajani, però, smentisce: “All’incontro hanno partecipato anche due funzionari del Ministero degli Esteri, uno della Direzione generale per gli Affari Politici, che hanno preso nota formale di quello che veniva detto. È stata redatta una nota formale dell’incontro, quindi era tutto assolutamente alla luce del sole”. Niente di male, aggiunge, dato che si è trattato di una “prassi diplomatica“: “Quando un’ambasciata chiede un incontro a livello governativo, spesso non è il ministro a riceverli ma il viceministro. È normale che sia io ad ascoltare gli ambasciatori, soprattutto quando si tratta di rapporti complessi. Sono diplomatici accreditati e fanno il loro lavoro. La ricostruzione di un’arrabbiatura di Meloni è completamente fantasiosa. Subito dopo, tra l’altro, sono stato con lei in Etiopia. L’incontro con l’ambasciatore è avvenuto il 3 febbraio e non c’è stato alcun problema”.










