HomeMassa CarraraCronacaColonnata saluta Alvise Lazzareschi. “Un fiore nato sul marmo, difficile da dimenticare”Più di 300 persone si sono riunite la paese a monte per l’addio all’imprenditore. La famiglia, colleghi, industriali, cavatori, tanti amiciIl funerale di Alvise Lazzareschi ha riempito Colonnata con oltre 300 persone presenti in chiesaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCarrara, 26 maggio 2026 – La chiesa di Colonnata non è riuscita a contenere tutte le persone che ieri sono andate a dare un ultimo saluto ad Alvise Lazzareshi, imprenditore del marmo, titolare di una delle cave più belle delle Apuane e scrittore. Oltre trecento le persone che sono salite nel piccolo borgo incastonato nelle cave, dove Alvise viveva. Il suo amore profondo per Colonnata e per il microcosmo delle cave era diventato letteratura nel romanzo ‘La casa del colonnello’.
La penna dei cavatori
Tra quelle pagine, Alvise aveva impresso la storia della sua famiglia, il sudore dei cavatori e l’anima stessa della montagna. Ieri, quegli stessi cavatori, che per lui non erano dipendenti, ma una seconda famiglia, hanno voluto portare la bara a spalla, in un ultimo, silenzioso momento di rispetto reciproco. Alvise d’altronde rifiutava l’etichetta di industriale e si definiva, prima di tutto, un cavatore. C’erano le tre figlie: Fabiola, Cecilia e Giulia, la compagna Emanuela, l’ex moglie Francesca e tutte le persone che lo avevano conosciuto e amato per quel suo modo schietto di essere. Per l’amministrazione erano presenti la vicesindaca Roberta Crudeli e l’assessora alla Cultura Gea Dazzi, che ad Alvise era molto legata. E tante persone legate al mondo dell’arte e della cultura, tra cui la ex assessore Giovanna Bernardini che in passato ha presentato numerose volte i libri di Alvise. A celebrare la funzione è stato don Piero Albanesi che, parlando di Lazzareschi, ha voluto sottolineare come un fiore nato sul marmo sia più raro e forte di uno cresciuto in pianura, ma anche di come Alvise si potesse assimilare al sabbia che si tiene nel palmo di una mano, intendendo che quest’uomo riusciva a racchiudere un cerchio di amicizie variegato. Alvise Lazzareschi








