Monza, 26 maggio 2026 – Poco più di 7 euro al giorno per tutti i residenti nella provincia di Monza e Brianza. È la spesa media pro capite quotidiana dei circa 870mila brianzoli, bambini compresi, per giocare e scommettere e, se può sembrare un cifra modesta, alla fine dell’anno diventa di 2.620 euro per ognuno che, per tutto il territorio, equivale a spendere 2,28 miliardi di euro per l’illusione di poter ottenere più soldi. E invece, numeri alla mano, la ricchezza che resta è sempre meno. I numeri contenuti nella relazione presentata dal ministro dell’Economia e delle Finanze al Parlamento, con i dati dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) sui giochi pubblici suddivisi per province e aggiornati al 2025, dicono che Monza e la Brianza giocano in modo massiccio, sistematico e quotidiano. Sono dati che indicano come una parte significativa della ricchezza prodotta sul territorio finisca nelle slot machine, nelle scommesse sportive, nei numeri fortunati e nei biglietti della lotteria.

Una ricevitoria a Monza

Il giro d’affari

Nel 2025 il giro d’affari del ’casinò legale’ diffuso nei 55 comuni della Brianza è stato di 2 miliardi e 279 milioni di euro, un mucchio di denaro che, passato davanti agli occhi bendati della fortuna, si riduce a 1,95 miliardi che restano sotto forma di vincite e di 331 milioni persi definitivamente. E di questi 166 milioni sono incassati dallo Stato come tasse extra date ’volontariamente’ dai giocatori brianzoli. In proporzione alla popolazione della provincia, considerando solo i maggiorenni che sono circa 680mila, vuol dire che ogni adulto ha perso circa 487 euro all’anno, oltre 40 euro al mese, ogni mese. Ed è ovviamente una media: chi frequenta le sale Vlt o Bingo, compra schedine, scommette o gioca regolarmente alle slot lascia cifre molto superiori.