La Consulta accoglie il ricorso contro le autorizzazioni per l’agrivoltaico concesse dal ministero dell’Ambiente26 maggio 2026 alle 00:23Annullato l’ok ai pannelli perché ignorò la legge sarda: che però ora non esiste più
Il ministero dell’Ambiente non può snobbare, e non applicare, leggi regionali della Sardegna. Solo la Corte costituzionale può bocciarle (e lo ha fatto). È più una vittoria formale che di sostanza quella conseguita dalla Regione contro lo Stato con la sentenza emessa ieri dalla Consulta, chiamata a decidere su un conflitto di attribuzioni innescato da Villa Devoto contro il Mase sul fronte delle aree idonee per le rinnovabili. Perché nel frattempo il castello normativo costruito in Sardegna è per la gran parte crollato, proprio per via di una decisione del giudice delle leggi.
Lo scontro
Al centro del contenzioso c’erano sei via libera concessi nella prima metà del 2025 per altrettanti campi agrivoltaici tra Oristanese e Sassarese: centinaia di ettari di pannelli che gli uffici ministeriali avevano autorizzato dichiarando «illegittima» la legge regionale sulle aree idonee allora in vigore. Il ragionamento degli uffici ministeriali era: siccome il Consiglio di Stato ha sospeso l’efficacia del decreto Pichetto Fratin sul quale è stata costruita la norma sarda, di conseguenza è da considerare decaduto anche l’impianto legislativo regionale. Tutto sbagliato, ha stabilito adesso la Consulta, ribadendo un principio: «L’autorità amministrativa statale deve applicare la normativa regionale vigente poiché solo la Corte costituzionale può dichiararne l’illegittimità».







