È andata come previsto. Anzi, no. Perché se la vittoria di Francesco Cannizzaro al primo turno era considerata certezza già da settimane, l’entità del trionfo no. Con quasi il 70% delle preferenze (mentre scriviamo), infatti, il deputato di Forza Italia ha letteralmente spazzato via tutti contendenti a Reggio Calabria. A cominciare da Domenico Battaglia, sindaco facente funzioni uscente, dopo 11 anni di amministrazione targata Falcomatà, abbandonato al suo destino dal suo stesso partito, il Pd, che in campagna elettorale ha evitato di spendere qualunque energia per un “cavallo” considerato perdente.

Quella che per Cannizzaro doveva essere una passeggiata si è dunque trasformata in una vera e propria marcia sullo Stretto. Forza Italia è il primo partito con il 12%, FdI sfiora l’11, la lista del neo sindaco si piazza al terzo posto con il 10,5% delle preferenze e supera la Lega (all’8,5) e Reggio Futura al 8,5, il contenitore creato dall’ex sindaco e governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti a sostegno dell’amico forzista. Non dovrebbe superare lo sbarramento, piantandosi sul 2,3 Carlo Calenda, che a Reggio aveva posizionato Azione al fianco della destra.

Per il centrosinistra è una Caporetto vera e propria: Battaglia si ferma al 25%, il Pd non va oltre il 9,5 e Avs riesce a strappare un 4% che vista l’aria somiglia a un successo. Non classificato il Movimento 5 Stelle, che non è stato nemmeno in grado di mettere insieme i nomi necessari per costruire una lista. «Quello di Reggio Calabria è un risultato storico», può dire senza rischio di smentita il vincitore Cannizzaro. «Percepivo l’entusiasmo, la voglia di cambiamento e di identità che questa città aveva perso in questi ultimi anni. Ero abbastanza fiducioso però il risultato non era per nulla scontato dopo 12 anni di amministrazione del Pd e del centrosinistra. Ma il risultato plebiscitario che stiamo riscontrando era inaspettato», aggiunge Cannizzaro, stupito dal successo bulgaro ottenuto.