Dopo meno di due anni si chiude l’esperienza del sindaco Corrado Cuccurullo, eletto alla guida di una coalizione di centrosinistra, che ieri mattina, alla scadenza dei venti giorni che la legge gli offriva per ritirarle, ha confermato le dimissioni protocollate il 5 maggio scorso. A provocare il passo indietro del docente universitario era stato il duro intervento del procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, che durante l’evento di demolizione di Palazzo Fienga aveva parlato di «troppe ombre, troppa contiguità con la criminalità organizzata, troppe inammissibili inerzie e anche illegalità in seno alla stessa amministrazione comunale».
Parole che avevano avuto come reazione immediata le dimissioni di Cuccurullo e poi di cinque consiglieri, prima che sulla città si abbattesse una nuova bufera giudiziaria. «Nel giorno in cui, per decorrenza dei termini di legge, le dimissioni da me rassegnate il 5 maggio scorso diventano efficaci, con la conseguente decadenza del consiglio comunale, desidero esprimere alcune considerazioni», è l’incipit dell’ultimo messaggio del capo dell’amministrazione. «Le ragioni della mia scelta, illustrate nella conferenza stampa del 9 maggio, restano quelle esposte. Ad esse – ha continuato Cuccurullo – si aggiunge un dato istituzionale che non può essere ignorato. In questi venti giorni il consiglio comunale ha visto modificarsi in modo significativo la propria composizione: prima con le dimissioni di cinque consiglieri comunali, poi con quelle del consigliere Fabio Giorgio (quest’ultimo coinvolto nell’inchiesta “gettonopoli” insieme a Gaetano Ruggiero, ndr)». Torre Annunziata. Il sindaco conferma: "Mi dimetto". Cade il consiglio comunaleCuccurullo spiega che questi eventi hanno provocato «una profonda alterazione della rappresentanza politica democraticamente eletta nel giugno 2024. Una situazione di questo tipo richiede risposte istituzionali chiare, non soluzioni di facciata né rientri tattici. In questo quadro, restare in carica non sarebbe stato coerente con il senso di responsabilità istituzionale che mi ha sempre ispirato». Quindi il passaggio sull’ultima vicenda giudiziaria che vede coinvolti i due consiglieri comunali del Pd, Giorgio e Ruggiero, e di una terza persona (il padre di Giorgio) di truffa, falsità ideologica di privato in atto pubblico, falsa attestazione ad un pubblico ufficiale e sostituzione di persona. «Confermo - dice Cuccurullo - il mio pieno rispetto per le indagini in corso e la mia fiducia nella magistratura. I fatti oggetto di accertamento, se confermati nelle sedi proprie, costituirebbero certamente una vicenda grave. Resta tuttavia ferma la necessità che ogni responsabilità sia accertata nelle sedi competenti, nel pieno contraddittorio tra le parti». Torre Annunziata, rimborsopoli al Comune: una nuova bufera sul PdUn’esperienza amministrativa, quella di Cuccurullo, che fin dalle prime battute è stata attenzionata dalla magistratura e della prefettura. A partire dalla polemica con le forze dell’ordine e la prefettura per riportare la processione della Madonna della Neve nelle zone con una forte presenza di camorristi, ai mesi di lavoro «volontario» prestato al Comune dei futuri staffisti del sindaco; fino alla rottura con i dirigenti comunali che erano stati scelti dalla commissione straordinaria che aveva amministrato il comune dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Un rischio che si ripresenta. La commissione d’accesso ha completato il suo lavoro e il dossier su Torre Annunziata è ora al vaglio del ministro dell’Interno.







