di
Daniele Gattano
Bisogna sperare di non essere mai seppelliti vicino a qualcuno di più famoso di te. Parola di Daniele Gattano. Continuano gli articoli del comico per le pagine culturali del «Corriere», questa volta ci porta in giro tra le tombe dei personaggi famosi
Sono stato a visitare la tomba di Gramsci.Eravamo un gruppetto di persone a fissare la lapide, in rispettoso silenzio, passati i primi minuti mi sono messo a pensare a Robert Mungo Forrest. Che è il tipo sepolto accanto a Gramsci. E ho proprio pensato: «Che sfiga».Morire ed essere sepolto accanto a uno più famoso di te.Io non so chi sia Robert Mungo Forrest. L’ho cercato su internet ma non ha nemmeno la pagina Wikipedia. Lì ho pensato: «Gliela creo io, per riscattarlo» ma ci avrei scritto: «È quello sepolto accanto a Gramsci». Avrei fatto peggio.Allora mi sono messo a fissare la tomba di Mungo Forrest, ho dedicato del tempo anche a lui, meno famoso, l’ho trovata una cosa molto di sinistra. Ho avuto la sensazione di sentire Gramsci dirmi: «Bravo».
Antonio Gramsci è sepolto al Cimitero Acattolico di Roma, essere sepolti lì per un artista è un punto d’arrivo, l’ultimo. Su circa seimila sepolture solo una decina sono celebri: Camilleri, Napolitano, Gadda, Keats, Bellezza… Finire in un cimitero con personaggi illustri è terribile, soprattutto se sei un personaggio illustre. La competizione esiste, anche da morti.Il cimitero più competitivo è sicuramente quello parigino di Père-Lachaise: Oscar Wilde, Jim Morrison, Balzac, Piaf, Modigliani… la tomba più visitata è quella di Jim Morrison. Conoscendo il tipo non credo faccia piacere a Oscar Wilde. E nemmeno a me (io tifo Wilde).Scegliere la tomba da compiangere è posizionamento, ignorare quella di Morrison e mettersi a fissare quella di Balzac, stai urlando al mondo: «Ho fatto la Normale di Pisa». Concentrarsi su quella di Colette, ti dà il giusto allure femminista. Mezz’ora davanti a quella di Modigliani, sei Tomaso Montanari.






