Piazza Affari chiude la seduta di oggi, lunedì 25 maggio, in rialzo dell’1,43%, con il Ftse Mib a quota 50.220 punti. Si tratta del livello più alto mai raggiunto dal listino milanese. Il record precedente era di 50.109 punti, che risale a 26 anni prima. Più precisamente, al 6 marzo 2000. Quando ancora il listino si chiamava Mib30 ed era composto, per l’appunto, da 30 titoli. Una giornata, quella odierna, animata dalle speranze di un accordo che chiuda la guerra nel Golfo Persico e porti alla riapertura dello Stretto di Hormuz. A spingere il listino sono stati gli acquisti su Avio (+7,20%) e Nexi (+6,51%), il cui titolo ha beneficiato delle mire di Cassa Depositi e Prestiti a salire fino al 29,9%, seguite da Amplifon (+3,91%), promossa dalla banca d’affari Kepler Cheuvreux. E ancora: Diasorin (+3,78%), Buzzi (+3,68%) e Moncler (+3,11%). In luce anche Stellantis (+2,92%) e Ferrari (+2,80), con l’attesa per il debutto di Luce, la prima Ferrari elettrica. In controtendenza, invece, Eni (-1,09%), penalizzata dal crollo del prezzo del gas e del greggio. Le vendite sul petrolio vedono, infatti, un Wti che è arrivato a perdere sino al 7,4% e che ora tratta intorno agli 89 dollari al barile. Mentre il Brent è arretrato di 7 punti percentuali a 96,5 dollari al barile. In leggero affanno anche Leonardo (-0,57%), Snam (-0,47%) e Saipem (-0,28%). Fuori dal Ftse Mib scatto per Eurogroup Laminations (+16,7%) e per Ferragamo (+7,7%) mentre soffre ancora The Italian Sea Group (-7,1%). L’euforia pervade il mercato azionario – con l’indice Msci All Country World, principale indicatore dell’andamento dei listini mondiali, che sfiora i massimi –. E in Europa si vede. Lo Stoxx Europe 600 è andato su dell’1,04%. Dax40 di Francoforte +2,01%, Cac 40 di Parigi +1,76%, Ibex 35 di Madrid +2,24%. Questo perché appare incrollabile la fiducia nello sblocco della situazione in Medio Oriente. Ma c’è anche un rimbalzo delle obbligazioni e dei titoli di Stato. «La situazione è ancora speculativa» e tuttora non ci sono «conferme ufficiali di un accordo», sebbene il quadro appaia «sufficiente a sostenere la propensione al rischio sui mercati», osserva il Global Credit Team di Algebris. Che però predica cautela: «Qualsiasi battuta d’arresto nei negoziati» può «rapidamente innervosire» gli investitori, innescando «un’inversione del recente rally».