Vladimiro Crisafulli, per tutti Mirello (ma anche “il barone rosso”), ha trionfato a Enna. Senza il simbolo del Partito democratico. Non che lo abbia scelto lui, il candidato sindaco, già assessore in Sicilia, deputato coi Ds e senatore col Pd. Al contrario: il simbolo lo voleva. Ma tanto il segretario regionale, Anthony Barbagallo, quanto la direzione romana (leggi, Elly Schlein), non glielo hanno concesso. La ragione? Non era – e forse non lo è ancora – in sintonia con il rinnovamento.

E allora Crisafulli ha fatto l’unica cosa che poteva fare: si è presentato alle Comunali del 24-25 maggio sostenuto da liste civiche. Il problema (per il Pd) è che ha vinto. E infatti lui ha iniziato a festeggiare a spoglio ancora in corso, col doppio delle preferenze sul secondo candidato, Ezio De Rose. “Ora si costruisce il futuro” ha detto al comitato, “il centrodestra ha fatto disastri”. Ma “il barone rosso” non si è fermato. Perché quando gli è stato chiesto se fosse dispiaciuto per il fatto che la segreteria non gli avesse concesso il simbolo, ha risposto: “No, ha fatto bene, così abbiamo preso tutti questi voti. Perfetto, è andata benissimo”. Va anche detto che quando era stata presa ufficialmente la decisione e gli era stata comunicata, aveva commentato: “A Enna il Pd sono io”. Come dargli torto, ora.