Genova – “Alpino molesto stai attento”. Una scritta comparsa su un muro cittadino nei giorni dell’adunata nazionale delle Penne Nere a Genova. E uno striscione scomparso, con la frase: “Passano gli alpini di Cantore”. Per questi episodi i carabinieri hanno perquisito l’abitazione di due militanti anarchici, ritenendoli gli autori. Ma quando hanno trovato all’interno della casa volantini e poster antimilitaristi e di area anarchica e nell’auto una tanica di benzina, hanno sequestrato tutto. Contestando alle cinque persone presenti nell’abitazione, a vario titolo, i reati di associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere. Con le accuse di imbrattamento e furto passate in secondo piano. E’ accaduto lo scorso 9 maggio, nel bel mezzo dell’adunata nazionale. I carabinieri hanno sequestrato, oltre a telefoni e pc, anche memorie informatiche e una stampante. Nonché il materiale informativo degli anarchici. Per quanto riguarda la tanica di benzina, i militanti hanno fatto notare come la stessa vettura in cui si trovava consumi quel tipo di combustibile e il contenitore fosse lì per quello. Contro i sequestri i cinque, difesi dagli avvocati Fabio Sommovigo e Pietro Serracchieri, hanno presentato un ricorso al tribunale per il Riesame, la cui udienza è fissata per venerdì, 29 maggio. "L’indagine si è aperta per le due persone iniziali, per due altre persone che si trovavano ospiti in casa e perfino per un'amica che con un pessimo tempismo stava passando a prendere un caffè – ricordano gli anarchici in una lettera diffusa sui social e le chat di area – Se davvero il nostro informarci, agire e il semplice organizzarsi assieme (perfino passare a prendere un caffè a casa degli amici) può portare ad un'accusa di associazione con finalità di terrorismo, ci sembra sempre più importante continuare ad incontrarci per diffondere le nostre idee e le nostre pratiche”.