di
Chiara Corradi
Il provveditore Grossi: «Serve fermezza, ma non dimentichiamo il piano educativo». Il racconto di un docente: uno studente ha calciato una lattina contro un'auto parcheggiata, da qui il rimprovero e la violenza
Saranno valutate nei prossimi giorni le sanzioni disciplinari per i ragazzi che, qualche giorno fa, hanno aggredito due professori fuori dalla sede dell’ITIS di Parma. A deciderle sarà la stessa scuola: sicuramente ci sarà una sospensione, che potrà superare anche i 15 giorni; le nuove normative prevedono che i ragazzi non rimangano a casa da scuola, ma frequentino enti accreditati dove svolgere attività di educazione civica. Il Consiglio d’Istituto potrebbe poi valutare anche eventuali sanzioni sull’aspetto scolastico.
Indagini senza conseguenza per i ragazzi coinvoltiNon ci saranno, invece, ripercussioni penali: nessuno dei professori aggrediti ha sporto denuncia e le indagini avviate inizialmente dalla Questura per verificare i fatti si sono concluse senza conseguenze per i ragazzi coinvolti. «Indubbiamente è un fatto grave: la scuola ha gli strumenti disciplinari per definire con chiarezza quelle che saranno le sanzioni, ma non dobbiamo dimenticarci del piano educativo a cui è necessario ricondurre la questione», con queste parole il provveditore Andrea Grossi interviene a commento dell’episodio soffermandosi su quello che è il ruolo della scuola. «Serve fermezza di fronte a comportamenti come questi: non faremmo il bene dei ragazzi se non li aiutassimo a capire la responsabilità. La scuola agisce ogni giorno per costruire comportamenti virtuosi e responsabili; se questo sforzo non porta frutto, intervengono le sanzioni: la scuola - conclude - educa anche quando sanziona».











