Intervistata da Fabio Fazio a Che tempo che fa, la presidente della Bce Christine Lagarde dice che se Francoforte alzerà o meno i tassi di interesse "lo si saprà meglio l'11 giugno. La situazione attuale è di massima incertezza. Dobbiamo considerare i dati che abbiamo a disposizione, considerarli tutti, valutare come si svilupperà l'economia nei prossimi 3 mesi e dobbiamo determinare se è necessario agire e quale impatto avrà questa azione nel medio periodo". L'obiettivo della Bce "è, nel medio periodo, un'inflazione del 2%. Attualmente le proiezioni che abbiamo ci danno un 2,6% nel 2026, un 2% nel '27, e 2,1% nel 28. Probabilmente sono dati che verranno rivisti il 10 giugno, quando ci saranno le prossime proiezioni, perché la situazione dallo scorso marzo si è evoluta", ha detto lagarde, spiegando che "però decideremo allora, e soltanto allora, quali azioni di politica monetaria saranno necessarie per mantenere al 2% l'inflazione. Quello che posso dire è che manterremo al 2% l'inflazione, il tasso di inflazione nel medio periodo. Questo non cambierà".

Il quadro congiunturale resta fragile. Per il 2026 la crescita dell’Europa è attesa sotto l’1%, con la Commissione che indica uno 0,9% e un graduale miglioramento all’1,3% nel 2027. Secondo Lagarde, a pesare è soprattutto l’energia, insieme a un’incertezza diffusa che frena scelte di investimento e consumo, dal mutuo per la casa all’acquisto di un’auto o di elettrodomestici. Da qui l’appello a una risposta europea che rafforzi l’autonomia energetica: accelerare su nucleare e rinnovabili per ridurre la dipendenza da fonti fossili e rendere il mercato interno più integrato, rimuovendo gli ostacoli al commercio intra-Ue.