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Prenotare una vacanza sì, ma solo se ci si dichiara contrari a Netanyahu. È un trend ormai noto fra gli alberghi europei e ormai anche italiani. Pochi giorni fa, infatti, una turista israeliana ha ricevuto un messaggio piuttosto inaspettato dopo aver prenotato il proprio soggiorno in un hotel della Toscana. Il gestore dell'agriturismo "Le Cantine", un certo Pietro Del Zanna, le ha scritto che per essere davvero la benvenuta avrebbe dovuto prendere le distanze dalle politiche del governo d'Israele. Non si ricorda un simile trattamento riservato ai russi o agli iraniani riguardo i rispettivi regimi, né ai palestinesi riguardo le leadership terroristiche che li guidano. Un fenomeno che curiosamente ruota solo attorno ai cittadini israeliani.

La premessa dell'albergatore è quella di non essere "antisemita", e già qui varrebbe la dicitura "excusatio non petita, accusatio manifesta", ma di non riuscire a far "finta di niente" rispetto alla guerra di Gaza. Nessun accenno sul 7 ottobre, ovviamente, ma narrazione a senso unico come da copione pro-pal. Di qui l'assurda richiesta di dissociarsi dal governo, pena accettare la sua disdetta senza però applicare alcuna penale. "Com'è umano lei", sarebbe il caso di dire. Ci mancherebbe solo la penale.