Nel pomeriggio di oggi, lunedì 25 maggio, potrebbero essere depositate le consulenze della difesa di Andrea Sempio per “smontare” le accuse della Procura nei confronti del 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Saranno 5 le consulenze presentate, ma non ci sarà quella personologica.

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Gli avvocati di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, depositeranno a breve le consulenze realizzate per la difesa del 38enne indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Saranno depositati ai pm, probabilmente già nel pomeriggio, gli esiti degli accertamenti medico-legali sulle cause e il tempo del decesso di Chiara, oltre che le verifiche sulle impronte delle scarpe del killer. La difesa di Sempio, infatti, ha lavorato per dimostrare che non vi è compatibilità con le dimensioni del piede dell'indagato. Saranno depositati anche gli accertamenti dattiloscopici sull'impronta 33.

Insieme agli accertamenti tecnici, saranno probabilmente consegnati anche dei documenti per contestualizzare i soliloqui di Sempio, che secondo i legali "non contenevano nessuna novità rispetto ai commenti degli utenti ai podcast e alle varie trasmissioni" e che per questo "non hanno alcuna natura confessoria". Non verrà depositata invece la relazione personologica. In particolare, i legali di Sempio ritengono che la consulenza delegata dai pm ai carabinieri del Racis sulla personalità dell'indagato non sia utilizzabile come prova. Non vi sarà quindi una contro-perizia sul profilo di Sempio fino a quando quella del Racis non avrà valore probatorio. Nel complesso saranno dunque 5 le consulenze presentate alla Procura per convincerla a desistere dal chiedere il processo per il commesso 38enne, recentemente protagonista di una nuova intercettazione risalente al marzo del 2025 in cui, in auto con un'amica, definiva i magistrati che indagavano sul suo conto "tutti corrotti" e spiegava di non "aspettarsi nulla di buono" dalla nuova indagine e dalla situazione. Sempio asseriva che il pool investigativo dietro il secondo ramo dell'inchiesta sul delitto di Garlasco fosse "tutto pagato" per costruire un quadro che sembrasse plausibile per sostenere il secondo atto di un'indagine che aveva portato anni fa alla condanna di Alberto Stasi, l'allora fidanzato di Chiara Poggi, condannato a 16 anni di reclusione.