Due denunce per corruzione elettorale a Mugnano e Casandrino. I carabinieri hanno fermato due individui che erano in possesso di tessere elettorali intestate a cittadini, fac-simile delle schede del voto e contanti. Si allunga l’ombra del condizionamento del voto alle Comunali. Episodi inquietanti dopo che si erano registrati ben 12 casi su 28 in tutta Italia di candidati in Campania che risultano, dallo screening della commissione nazionale antimafia, imputati o condannati per reati a vario titolo che vanno dalla corruzione alla tentata estorsione, dalla turbativa d’asta alla bancarotta fraudolenta. E come se non bastasse alla vigilia del voto il prefetto di Napoli Michele Di Bari aveva inviato una ispezione negli uffici del Comune di Portici per “tessere elettorali dei cittadini ritirate con false deleghe”.

Ma è nel corso delle operazioni di voto di ieri, domenica, che sono scattate le denunce per corruzione elettorale. A Mugnano è finito nel mirino dei carabinieri un operatore ecologico di 49 anni. Era stato notato dai militari della sezione operativa di Marano all’esterno di un seggio elettorale di via Cristoforo Colombo mentre consegnava una tessera a un cittadino. I carabinieri lo hanno fermato e perquisito. Nel sottosella dello scooter hanno trovato 11 tessere elettorali intestate ad altrettanti cittadini e alcuni fac-simile della scheda di voto, con preferenza già espressa. Come una guida per non sbagliare alle urne e da consegnare agli elettori prima del voto.