di
Roberto Pezzali
Con un calo dell'occupazione per i giovani laureati che non si vedeva da anni, gli Usa reagiscono per affrontare la crisi del reparto manufatturiero, che non trova lavoratori: nascono scuole e istituti specializzati per formare dipendenti dedicati ad aziende come Toyota, o per le realtà che devono costruire datacenter.
Gli Stati Uniti vengono spesso presi come specchio di quello che accadrà nel mondo occidentale nei prossimi anni, una sorta di anticipazione delle tendenze, e negli Stati Uniti in questo momento il mercato del lavoro attraversa un periodo particolare. Da un lato ci sono milioni di posti nelle professioni tecniche e manifatturiere che nessuno riesce a coprire, mentre dall’altro c’è una generazione di neolaureati che ha speso centinaia di migliaia di dollari per l’istruzione indebitandosi, per poi entrare nel mondo del lavoro senza trovarlo, almeno non il lavoro per cui ha studiato.
I numeri dipingono una crisi che non può essere temporanea: il tasso di disoccupazione tra i laureati recenti di età compresa tra 22 e 27 anni si attesta oggi al 5,6%, secondo la Federal Reserve Bank di New York, livelli che non si vedevano dal 2013, pandemia esclusa. Le offerte di lavoro sulla piattaforma Handshake, rivolta a studenti universitari e neolaureati, sono calate di oltre il 16% tra agosto 2024 e agosto 2025 mentre il numero medio di candidature per ogni posizione è salito del 26%. Secondo gli esperti siamo davanti ad una ristrutturazione strutturale, accelerata dall'intelligenza artificiale: i junior che cercano lavoro nei ruoli più esposti all'IA, quindi sviluppatori software, professionisti del marketing, responsabili delle vendite, hanno registrato una crescita occupazionale del 16% più lenta rispetto ai colleghi nelle posizioni meno esposte, nel periodo tra la metà del 2024 e settembre 2025.










