Mancano figure religiose, l’assemblea diocesana ha aperto a questa opzione. A Torino c’erano già i corsi di formazione

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Vocazioni in calo e diocesi che corrono al riparo. Sempre meno preti, sacerdoti che devono dividersi tra le chiese, parrocchie in affanno, non bastano più nemmeno i religiosi e i preti stranieri. Per rispondere a questa emergenza vocazionale, la diocesi di Verona ha deciso di dare spazio ai laici e alle donne, che diventano «guide pastorali» delle parrocchie, in soccorso ai parroci. A sollevare il problema – e a spingere per questa apertura – è stata l’assemblea diocesana, ovvero l’incontro periodico dell’intera comunità cristiana, convocata dal vescovo monsignor Domenico Pompili. «Le parrocchie valorizzano la presenza delle donne nelle nostre comunità», è la proposizione votata dai circa 3mila presenti al summit. «Nella parrocchie senza la presenza di un presbitero, la vita della comunità viene affidata a una guida pastorale. Questo compito – si è sottolineato può essere affidato anche a laici e laiche». Nessuna intenzione di sostituire in toto la funzione propria dei preti, ovvero la celebrazione della messa e la somministrazione dei sacramenti. Funzioni, queste, che restano esclusive dei sacerdoti. Ma i laici diventeranno sempre più indispensabili. Le parrocchie, dunque «si avvalgono della facoltà estesa alle donne di esercitare il ministero di lettrice e di accolita. Hanno cura che negli organismi di partecipazione siano presenti anche donne». Nella diocesi di Verona ci sono circa 600 preti, a fronte di 380 parrocchie, ovvero meno di due sacerdoti ciascuna, che oltre alle messe devono pensare ai battesimi, alle comunioni, ai matrimoni e ai funerali. Insomma, un aiuto è necessario. Da qui, l’idea di aprire le porte a donne e uomini che diventano vere e proprie «guide- spirituali», punto di riferimento quotidiano. «Non c'entra il dibattito sul sacerdozio femminile, che riguarda la Chiesa universale, non certo quella di Verona – spiega monsignor Ezio Falavegna, professore di teologia pastorale alla Facoltà Teologica del Triveneto, a Padova. Si tratta di riconoscere ruoli di peso, anche a donne, nel governo della Chiesa». Il vescovo Pompili ha già assegnato un ruolo di delegata episcopale a una donna per l'ambito della prossimità.