Dopo il boom causato dalla crisi produttiva in Africa occidentale, i prezzi del cacao sono crollati del 70% grazie alle attese di raccolti più abbondanti in Costa d’Avorio, tuttavia, il costo del cioccolato resta elevato. Ecco perché. Fatti, numeri e commenti
I prezzi del cacao sono crollati dai massimi storici toccati nel 2024, ma quelli del cioccolato no. Le quotazioni delle fave hanno perso infatti circa il 70% in pochi mesi dopo l’esplosione provocata da malattie delle coltivazioni e condizioni climatiche estreme in Africa occidentale, mentre sugli scaffali i prezzi restano elevati e le aziende del settore continuano a muoversi con cautela. Alcuni grandi gruppi hanno già annunciato il ritorno alle ricette originali con più cacao, altri continuano a puntare anche su alternative senza cacao, in un mercato ancora segnato da volatilità, timori climatici e nuove regole sul contenuto minimo di cacao.
IL RALLY DEL CACAO E LA CRISI DEL 2024
Nel 2024 il mercato globale del cacao è stato travolto da una delle peggiori crisi degli ultimi decenni. Siccità, piogge irregolari e malattie delle coltivazioni in Costa d’Avorio e Ghana, i due principali produttori mondiali, hanno provocato un drastico calo dell’offerta facendo impennare i futures oltre i 12mila dollari per tonnellata metrica. La corsa dei prezzi ha messo sotto pressione l’intera filiera del cioccolato, costringendo molte aziende a ridurre le dimensioni delle tavolette, aumentare l’uso di wafer, frutta secca e grassi vegetali oppure introdurre prodotti alternativi al cioccolato tradizionale.










