Rinunciare ai cioccolatini e alle praline sotto l’albero di Natale? Per gli italiani non se ne parla, nonostante il cioccolato sia uno dei prodotti alimentari più colpiti dal carovita. A ottobre, rileva l’Istat, i prezzi a scaffale erano superiori del 10% rispetto allo stesso mese del 2024, anno in cui cioccolatini e praline erano già rincarati del 7% mentre snack e tavolette segnavano un +15% (fonte Circana), in un mercato, quello della grande distribuzione che vale 1,7 miliardi di euro, per la metà generati da tavolette e barrette (fonte Niq).

La campagna festiva sembra comunque portare una boccata d’ossigeno ai produttori di cioccolato, per cui gli ultimi anni sono stati tutt’altro che facili.

Tempesta perfetta sul cacao

La filiera del cacao ha vissuto una crisi mai vista prima: la domanda globale in crescita ha dovuto fare i conti con raccolti ridotti a causa di eventi climatici estremi, malattie delle piante e invecchiamento delle coltivazioni. La penuria di materia prima, combinata con le speculazioni finanziarie, ne ha fatto volare le quotazioni, che in tre anni sono triplicate toccando il record storico nel 2024. Nel 2025 il trend è stato deflattivo ma i livelli restano doppi rispetto alla campagna 2022/23 (fonte Areté).