Ennesimo passo falso del controverso progetto dello smartphone Trump T1, il cellulare (non proprio) made in USA fortemente voluto dal Presidente statunitense. Dopo aver confermato l'uscita in grave ritardo rispetto alle promesse iniziali, il dispositivo commercializzato dalla società Trump Mobile è finito al centro di una nuova polemica legata alla sicurezza informatica a seguito della scoperta di una vulnerabilità che avrebbe esposto online i dati personali e sensibili di migliaia di clienti interessati sia al modello T1 sia anche ai servizi telefonici collegati.Il leak di dati sensibiliCome riportato da Techcrunch, si è verificato un corposo leak di informazioni sensibili che includono nomi, indirizzi di casa, numeri di telefono e email associate alle prenotazioni effettuate sul sito ufficiale. Per ora non sembrano esserci numeri di carte di credito o coordinate bancarie, ma va da sé che il materiale trapelato fornirebbe il fianco a tentativi di phishing mirati per truffe oppure furti di identità. Eventuali cybercriminali potrebbero infatti recuperare i dati personali che sarebbero comunque sufficienti per creare seri rischi legati a phishing, truffe mirate e furti d’identità. La responsabilità del leak dovrebbe derivare da protezioni non adeguate sui server che conservavano i file, che sono dunque stati bucati in modo non troppo difficoltoso dai malintenzionati.La violazione dei server con i dati degli utenti che hanno prenotato lo smartphone Trump T1 è solo l'ennesima tegola che cade su un progetto nato con annunci eclatanti, ma che presto è stato criticato per evidenti debolezze sia a livello di progettazione sia di produzione, con la prospettiva concreta che si tratti semplicemente di un rebrand di un modello cinese dal costo quattro volte inferiore (125 vs 500 dollari).Un progetto mai decollatoLa fuga di dati avrebbe inoltre anche rivelato numeri di vendita evidentemente inferiori rispetto alle stime iniziali, con circa 30 mila ordini complessivi e poco più di 10 mila clienti unici, valori ben lontani da quanto prospettato dallo stesso Trump con oltre mezzo milione di prenotazioni. A proposito di numeri che non tornano, è emerso come la bandiera statunitense stampata sul retro del dispositivo abbia 11 strisce invece che 13, alimentando ulteriori meme e sfottò online.