La Suprema Corte stabilisce che il modulo compilato in aeroporto vale come reclamo ai sensi della Convenzione di Montreal. La decisione supera l'interpretazione restrittiva che negava i rimborsi in assenza di un secondo reclamo formale entro 21 giorni

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Per molto tempo una rigidità burocratica ha impedito a numerosi viaggiatori di ottenere rimborsi per bagagli smarriti o riconsegnati in ritardo. Anche quando il problema veniva segnalato subito allo sportello della compagnia aerea, la mancanza di un secondo reclamo formale entro 21 giorni portava al rigetto delle richieste di risarcimento. Con una nuova ordinanza, la Corte di Cassazione supera questa interpretazione e rafforza la tutela dei passeggeri.

Il principio stabilito dalla Cassazione

Con l'ordinanza 8684 del 7 aprile 2026, la Corte di Cassazione ha stabilito che il Pir, il Property irregularity report compilato in aeroporto in caso di mancata o ritardata riconsegna del bagaglio, costituisce già un reclamo valido ai fini della Convenzione di Montreal, che disciplina il trasporto aereo internazionale.